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Legambiente: nota su Piano regionale rifiuti

mercoledì 23 ottobre 2013
Legambiente: nota su Piano regionale rifiutiNel mese di luglio 2011 Legambiente ha giudicato importante l’iniziativa del gruppo consiliare del PD di sottoporre al voto e far approvare in Consiglio Regionale un ordine del giorno con il quale porre il divieto di portare in co-combustione il CDR nella centrale termoelettrica di Cerano.

Questo atto non è affatto “sfuggito” all’Associazione che lo ha citato nella nota del 18 ottobre scorso. A più ragione, però, è indispensabile chiedere risposte in merito alla parte II sul recupero dei combustibili solidi secondari derivanti dai rifiuti urbani ed in particolare sul punto 4.1.1.1 che concerne la co-combustione di CSS in impianti industriali nel piano sul riciclo dei rifiuti appena approvato in Consiglio regionale. In tale parte del piano regionale si prevede per il CSS “l’impiego nelle centrali termoelettriche alimentate a carbone […] con conseguenti ingenti flussi di CSS co-inceneribili in relazione alle considerevoli potenze termiche installate”.

Questa parte del piano è facilmente consultabile accedendo al sito della Regione e non risulta emendata da atti successivi all’ordine del giorno del luglio 2011.

L’associazione è pronta a riconoscere i meriti di chi avesse fatto approvare eventuali emendamenti se documentati, in assenza di essi, però, vanno riconosciuti errori o sviste e va posto rimedio da parte del Consiglio regionale.

Legambiente conosce bene, anche perché da sola ha evidenziato latitanze ed artifici di Edipower-A2A rispetto all’AIA in essere per la centrale Brindisi nord, i riferimenti normativi e lo stato dell’arte delle procedure di modifica dell’AIA e di nuova VIA richiesta già in data 30 settembre dalla società elettrica. Non c’è da chiedere la VIA, perché già avviata, ma c’è da partecipare al procedimento con osservazioni critiche (Legambiente lo farà e spera che altrettanto facciano le Istituzioni) sul prospettato impianto da 300 Mw alimentato con carbone (90%) e CSS (10%). In questa sede Legambiente si limita a ricordare che il CSS è un rifiuto speciale che in quanto tale, può essere trasferito da altre Regioni, che la sua corrispondenza alle prime tre classi di qualità fissate dalla Unione Europea con apposita Direttiva è sostanzialmente incontrollabile e che, come dimostrerà nelle osservazioni, la co-combustione presenta gravi sbalzi termici e di produzione di incombusti ad elevato impatto ambientale e sanitario.

Non sarebbe il caso di chiedere di fermare la procedura VIA in corso per introdurre, come valutazione endoprocedimentale, la Valutazione di Incidenza Sanitaria (VIS)? Non sarebbe il caso di far valere o reintrodurre (come riteniamo vada fatto) il divieto della Regione di co-combustione del CSS nelle centrali di Brindisi? E non sarebbe il caso di presentare alternative se si è politicamente favorevoli alla chiusura dell’impianto?
Di questo vogliamo discutere, senza partecipare a polemiche strumentali.

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