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BARI : CUSTODIRE VOCI E VOLTI UMANI

martedì 17 febbraio 2026
BARI : CUSTODIRE VOCI E VOLTI UMANIIn un'epoca segnata da trasformazioni tecnologiche e sfide deontologiche senza precedenti, il giornalismo pugliese si interroga sulla propria missione etica. Venerdì 20 febbraio 2026, alle ore 16.00, la Sala Odegitria della Cattedrale di Bari ospiterà l'evento formativo: "Custodire voci e volti umani – i giornalisti spalle al muro".

L'iniziativa, organizzata dall'UCSI Puglia (Unione Cattolica Stampa Italiana), cade in occasione della 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e prende spunto dal tema indicato da Papa Leone XIV. Non si tratterà di un semplice seminario tecnico, ma di un profondo confronto identitario sulla responsabilità del racconto pubblico e sulla tutela della dignità umana.

Un confronto corale tra i vertici dell'informazione
L'evento vedrà la partecipazione straordinaria dei direttori delle principali testate giornalistiche della regione, chiamati a riflettere sul ruolo del cronista oggi:

L'apertura sarà affidata a Don Angelo Garofalo (consulente spirituale UCSI Puglia) e Maurizio Marangelli (Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia).

Il dibattito, moderato dalla presidente dell'UCSI Puglia Michela Di Trani, vedrà gli interventi di: Stefano Campanella (Tele Radio Padre Pio), Domenico Castellaneta (Telenorba), Bepi Castellaneta (Corriere del Mezzogiorno), Giancarlo Fiume (Rai Tg3 Puglia), Paola Laforgia (Ansa), Michele Marmo (Telesveva), Mimmo Mazza (La Gazzetta del Mezzogiorno), p. Francesco Mazzotta, Michele Ottolino (Repubblica Bari), Rossella Tosto (TRM), Rosario Tornesello (Il Quotidiano) e Gianni Sebastio (Antenna Sud).

Le conclusioni saranno tratte da Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto e Presidente della Conferenza Episcopale Pugliese.

Il valore della formazione
L'incontro è accreditato ai fini della Formazione Professionale Continua (FPC) per i giornalisti. L'obiettivo è rimettere al centro l'etica professionale: in un mondo dove l'algoritmo spesso sovrasta l'individuo, "custodire il volto" dell'altro diventa un atto di resistenza civile e di qualità democratica.

"Vogliamo interrogarci su cosa significhi oggi essere 'spalle al muro' di fronte alla verità e alla sofferenza altrui" – dichiara la presidenza UCSI Puglia – "riaffermando che dietro ogni notizia ci sono persone che meritano rispetto e ascolto autentico.".

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