CEGLIE MESSAPICA :REFERENDUM : NASCE IL COMITATO PER IL NO
martedì 17 febbraio 2026
A.N.P.I. presidio di Ceglie M.caLibera - presidio di Ceglie M.ca
CGIL - di Ceglie M.ca
Libera - presidio di Ceglie M.ca
Il Comitato “Ceglie Messapica contro il genocidio del popolo palestinese” Rifondazione Comunista
sezione di Ceglie M.ca Partito Democratico sezione di Ceglie M.ca
Radici d’Impegno
movim. politico Ceglie M.ca
Il Comitato nasce con l’obiettivo di informare la cittadinanza sui contenuti del referendum.
Il Comitato per il NO di Ceglie Messapica per mercoledì
18 febbraio 2026 alle ore 18:00 presso la sala convegni Castello ducale di Ceglie Messapica ha organizzato un dibattito LE RAGIONI DEL NO.
Interverranno al dibattito:
● Marianna Leone (Arci Brindisi)
● Valerio D’Amici (Presidio Libera Puglia)
● Gabriele Perna (Magistrato ANM Lecce)
● Simone Orazio (Magistrato)
L'incontro sarà moderato da Pasquale Stoppa, referente del Comitato per il NO.
La cittadinanza tutta è invitata a partecipare per un momento di confronto democratico e consapevole.
Il referendum costituzionale interviene su diversi articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107, 110) e prevede l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per la magistratura giudicante (i giudici), uno per quella requirente (i pubblici ministeri che sostengono l’accusa) al posto di un CSM unico per tutti i magistrati. Va ricordato infatti che giudici e pubblici ministeri sono sempre magistrati, ma con funzioni diverse, e rappresentano insieme il potere giudiziario, che deve restare autonomo a garanzia di tutti e tutte.
Si vuole introdurre l’estrazione a sorte, anziché l’elezione, dei loro componenti con modalità differenti tra magistrati e membri laici e la creazione di un’Alta Corte
disciplinare per i soli magistrati ordinari, togliendo quindi il potere disciplinare al CSM.
Per il Comitato per il No c’è una chiara volontà da parte del potere esecutivo di limitare il ruolo del potere giudiziario; di fatto la legge di riforma, se dovesse vincere il SI, non interviene sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla qualità dei processi, non accelera la durata dei processi, non interviene sugli organici della magistratura e dell’amministrazione giudiziaria ( cancellieri, assistenti), pertanto è un referendum che modifica profondamente la nostra Costituzione italiana, d’altronde se così non fosse non sarebbe necessario intervenire su ben sette articoli della Costituzione di cui appunto se ne chiede la riforma.
In gioco non c’è solo l’assetto dell’ordinamento giudiziario, ma l’effettiva autonomia e indipendenza della magistratura, e quindi la qualità dei processi, e la libertà di tutte le cittadine e cittadini italiani.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
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